La differenza tra un albergo di città ed uno di campagna

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In un albergo di campagna, è improbabile sentire la sirena di un’ambulanza mentre succede spessissimo di sentire gli uccelli cinguettare anche durante l’ora del silenzio. La notte, ai più fortunati la civetta dedica il suo romantico quanto metodico “cu cu” equivocato da qualche ignaro cittadino come l’allarme di un’auto in sosta. In un albergo di campagna grazie agli ampi spazi, c’è sempre il parcheggio disponibile, senza le rigide regole delle città come parchimetro e strisce di mille colori, qualche volta anche all’ombra di grandi alberi che sebbene donano fresco e paesaggio, sono anche comodi approdi per uccellini che non disdegnano, durante un pisolino, di lasciarsi sfuggire qualche scherzetto che solitamente colpisce proprio il punto centrale del vetro delle auto sotto parcheggiate.

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Certo in un albergo di città, basta uscire dall’uscio per trovarsi in una via centrale dove è possibile fare shopping e mangiare in uno dei molti ristorantini tipici che oggi colorano le strade con ombrelloni e tavoli esterni. Magari in un albergo di campagna per fare questo bisogna fare prima una bella e sana camminata, oppure prendere l’auto e spostarsi. È scontato quindi che l’ambiente esterno di un albergo di città, pulluli di mille rumori metallici, del mormorio di tantissime persone, sirene e clacson di auto, mentre l’ambiente rurale di rumori che, per quanto fastidiosi, appartengono al mondo naturale che più ci conviene, il vento, gli animali, l’acqua e raramente anche qualche manutentore, che con l’aiuto di qualche attrezzo meccanico, custodisce l’ambiente esterno, per renderlo un giardino accessibile a tutti.

In sostanza, chi sceglie la vacanza in campagna deve accettarla in tutte le sue sfaccettature, positive e negative, dal piacere del paesaggio, al fastidio di un insetto, dal beneficio silenzio, alla possibilità che questo sia interrotto da un uccello notturno. Dal valore di essere ospitati in un contesto biologico, alla possibilità che entri in camera qualche formichina o un inoffensivo ragnetto fino alla visione di qualche serpentello o ranocchio o piccolo e simpaticissimo riccio che scorrazza nel giardino. Tutti animalini che si guardano bene dall’avvicinarsi all’uomo ma che, se sorpresi, non possono diventare invisibili per allontanarsi.

La vacanza in campagna solitamente non è fatta per chi immagina un ambiente finto, costruito e controllato artificialmente, ma solo per chi l’accetta così come è. Noi che nel contesto rurale abbiamo scelto di viverci e lavorare, lo abbiamo fatto ritenendolo una risorsa positiva e un’opportunità per tutti. Poiché facciamo accoglienza, ogni giorno facciamo del nostro meglio per rendere questo ambiente accessibile e sicuro, senza stravolgerlo seppur valorizzandolo.